Si dice che…

Si dice in filosofia cinese, senza ricordare quando e da chi sia stato detto, che il Cuore è il Santo della storia… colui che non ha forma, che non giudica se stesso o gli altri, che non vuole essere importante, solamente in questo modo si può lasciar andare, far scorrere l’energia…come una barchetta rossa sul fiume.

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Questa “frase” mi ha fatto riflettere molto… e allo stesso tempo ha turbato il mio essere, la mia anima… come si può lasciar andare quando oggi, con la vita di tutti i giorni, nella nostra società, ti capita di tutto?

Non mi sembra di voler essere importante, si, no, effettivamente forse, ma allora… significa annullarsi per lasciar scorrere tutto e quindi non arrabbiarsi, non prendersela per i torti subiti, gli insulti e lasciarsi calpestare come erba sul prato?

È certamente molto difficile riuscire a essere neutri e lasciar scivolare sulla pelle, sulle nostre emozioni, quello che della vita non accettiamo e che reagendo ci rendiamo conto, scateniamo addosso ancora più malessere.

O.K. lasciar andare… non giudicare il comportamento altrui, non aspettarsi nulla dal prossimo, lasciare che gli eventi scorrano liberamente, prima o poi passano e il tutto si modifica senza che quasi ce ne accorgiamo… e siamo sempre qui… ma sorprendentemente non arrabbiati, non delusi, non tristi, ma ancora più sorprendentemente rilassati.

Ebbene sì, a volte, magicamente le soluzioni arrivano quando meno ce lo si aspetta, meno le cerchiamo e più ti piovono addosso… al contrario più ci ostiniamo e diventiamo tesi nel cercarle e più queste scappano, quasi spaventate dalla nostra energia negativa.

Non so se il mio pensiero possa essere compreso, ma questa minuscola frase ha scatenato in me … un turbine di pensieri che ho voluto condividere con voi.

A volte viviamo la vita automaticamente e non ci soffermiamo a riflettere sul nostro comportamento, sulle nostre reazioni…e forse ogni tanto sarebbe bene farlo.

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l’inizio e la fine

Ogni storia ha un inizio e una fine… l’inizio di solito è sempre bello, avvolgente, ti strapazza e allo stesso tempo ti rigenera… la fine invece non la immaginiamo mai, non la pensiamo, non la consideriamo perchè non lo vogliamo fare… vogliamo restare nella completa illusione che tutto permane, resta immutato allo stato di “inizio”, allo stato di “felicità” e “armonia”…MA…

ci sbagliamo.

Ogni inizio porta ad una fine… una storia d’amore, un’amicizia, un affetto, un lavoro, un’attività sportiva… tutto… e quando finisce ci possiamo sentire strani, persi, svuotati, o nel peggiore dei casi come se il cuore ti fosse letteralmente strappato dal petto…e resta un boato dentro…che piano piano svanisce…

fortunatamente non sempre questo avviene.

Altre volte ci sentiamo sollevati che quell’esperienza sia terminata, ma solitamente era già iniziata male…

Tutto questo per farci riflettere che la vita è in continuo movimento, niente resta immutato, quello che siamo adesso non lo saremo tra 1, 3, 5 minuti…

Le esperienze ci trasformano continuamente e forse quando arriva la fine di qualcosa ci “fermiamo” a riflettere, a ripensare a quell’inizio di amore, di amicizia, di esperienza vissuta intensamente e ci ritroviamo diversi, pronti o no, a ripartire… fino alla prossima fine.

Grazie.

 

 

La tartarughina

L’altra sera mi sono trovata a improvvisare una storiella a mio figlio R. perché faceva fatica ad addormentarsi.

Ogni tanto succede che per calmarlo un po’ mi chiede di raccontargli una storia… all’inizio trovavo difficile e vista la stanchezza serale mi risultava difficile o almeno così pensavo.

Infatti, ho scoperto che basta un ricordo, un particolare del momento o della giornata per inventarsi delle bellissime storie.

Non so perché mi ritrovo a raccontarvi questa, ma mi è rimasta particolarmente impressa.

Il giorno stesso avevo acquistato un regalo per il battesimo del figlio di una nostra amica e mi ero imbattuta in un gioco simpaticissimo, una tartaruga giocattolo che illumina la stanza di una luce blu come il mare, a cui volendo si accompagna il suono delle onde del mare e un movimento ondulatorio, insomma al bambino sembra proprio di essere immerso nel mare e il suo suono rilassa moltissimo.

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Fa parte dei giochi sensoriali che vendono al Centro Sfera Bianca di Taverne (CH), nuovo anche per me.

Comunque, questo gioco mi è venuto improvvisamente in mente nel sentirmi chiedere di raccontare una storia….

C’era una volta, una tartarughina blu che viveva in fondo al mare blu insieme ai suoi amici blu nel villaggio chiamato Blu… insomma tutto era decisamente blu! La tartarughina era molto triste perché quando si ritrovava a nuotare per le vie del suo villaggio rischiava ogni volta di scontrarsi con gli altri “pesci” perché tutto era blu! Un infortunio oggi e un infortunio domani, insomma una vera tristezza.

Un giorno decise di partire da Blu e di avventurarsi per altri posti sperando di riuscire a trovare la scia giusta … quando si accorse che piano piano il blu cominciava a fondersi con altri colori, bellissimi colori che non aveva mai visto, il rosso dei coralli, il verde delle alghe e gli sembrava tutto così perfetto e incredibilmente gioioso!

Anche i pesci erano colorati, fece addirittura amicizia con il pesce pagliaccio che gli presentò tutti i colori del suo piccolo corpo… e magicamente si accorse che anche lei, la tartarughina era colorata, certo non come il pesce pagliaccio, ma era di uno strano verde con mille sfumature, continuava ad ammirare se stessa e il nuovo mondo intorno a lei.

Con coraggio e slancio, decise di arrischiarsi a tornare al villaggio Blu per avvertire tutti gli abitanti della meraviglia incontrata e convincerli a venire con lei…

Il resto della storia lo lascio sempre immaginare a mio figlio R. che sognando la fine della storia prenderà sonno in modo gioioso, rilassato e colorato!

Provate con i vostri figli… è una bellissima esperienza!

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La rabbia

La rabbia è un’emozione con cui non sono a mio agio, non la capisco e penso di arrivare ad essa solamente quando il vaso è pieno.

Purtroppo non per tutti è così, infatti ho assistito a diverse situazioni dove la rabbia è la prima emozione a fuoriuscire… questa si può tramutare in parole, gesti e purtroppo può arrivare anche a usare le mani.

Possiamo dire che a volte la rabbia è necessaria e indispensabile per sopravvivere, è un sentimento istintuale e un po’ di rabbia associata alla determinazione può darne un risvolto positivo, ma il più delle volte è una pessima idea.

Pensare prima di agire! Riflettere e rendersi conto se è davvero necessario tirare fuori tale emozione che oltre a far male al prossimo fa molto male a noi stessi.

Infatti, sappiamo grazie alla medicina cinese e non solo, che la rabbia, come tutte le altre nostre emozioni, ha la capacità di muovere la nostra energia interna in modo del tutto singolare. Cominciamo a diventare rossi, a tremare, a sudare… ne vale la pena?

Certo rilasciare ed esprimere le emozioni è giusto, soprattutto quando sentiamo che partono dal profondo di noi stessi, non dobbiamo soffocarle, ma controllarle.

I bambini, sono un esempio di non autocontrollo, quando in un minuto sale la rabbia e la sfogano su un compagno o oggetti intorno a sé.

È sempre più difficile far capire loro che non è necessario ascoltare tutte le cattiverie che arrivano alle loro orecchie, perché queste parole giorno dopo giorno, si accumulano, bloccano la loro energia che prima o poi sbotterà e si “faranno male”.

…la gestione delle emozioni è forse uno dei comportamenti più difficili da compiere, ma forse anche il più utile per vivere in armonia questa vita.

 

un nuovo inizio…

Buongiorno a tutti!

ho appena cominciato questo blog per poter comunicare con i visitatori del mio sito internet biobrisk.ch

vorrei condividere informazioni, pensieri, approfondimenti interessanti relativi alla medicina cinese (attività principale del mio studio di Terapie Naturali) e sulla salute in generale, anche quello che riguarda il rapporto “medico-paziente” che spesso è trascurato.

questo e molto altro… ma per poter attivare una discussione ho bisogno di voi lettori, da parte mia farò del mio meglio.

a presto e buona lettura!

un cordiale saluto

Iris